“Perché dovrei pagare un grafico? Ormai con l’AI posso fare tutto da solo.”
Dì la verità… anche tu l’hai pensato!
E non c’è assolutamente nulla di male.
L’intelligenza artificiale è alla portata di tutti, è veloce, è semplice da usare e può davvero aiutarci a fare tantissime cose.
E allora perché non approfittarne? Il ragionamento, almeno in apparenza, non fa una piega.
Ma c’è una domanda che dovremmo farci:
“posso farlo” vuol dire automaticamente anche
“so farlo bene”?
Perché usare l’AI non significa automaticamente saper comunicare.
Il problema? Stiamo diventando tutti uguali.
Fatti un giro sui social.
Scorri Instagram o Facebook e guarda le locandine che ti passano davanti.
Quante sembrano diverse?
Immagini patinate, montagne di testo, titoli enormi magari messi in obliquo, colori accesi, effetti ovunque e, immancabilmente, quell’immagine generata dall’AI che dovrebbe rendere tutto più “wow”.
E poi, da qualche parte, magari anche il logo.
Una bella “immagine”, certo.
Ma di chi è?
Nel senso: si riconosce che parla di te, del tuo negozio, del tuo prodotto?
Ora facciamo un piccolo esperimento.
Prendiamo dieci locandine a caso dai social e togliamo i loghi.
A prima vista, sapresti riconoscere a quale azienda appartengono?
Probabilmente no. Ed è proprio questo il punto.
L’AI non sostituisce l’identità
Attenzione: non sto dicendo di non usare l’intelligenza artificiale. Usiamola. Sperimentiamo.
Sfruttiamola per velocizzare il lavoro, trovare idee, creare contenuti, generare immagini e sviluppare nuovi concept.
L’AI è uno strumento straordinario.
Ma il problema nasce quando iniziamo a pensare che sia sufficiente scrivere un prompt per ottenere automaticamente una comunicazione efficace.
Perché l’AI può creare una locandina. Può creare un’immagine. Può scrivere un testo.
Ma chi decide chi sei tu? Chi decide come vuoi essere percepito? Chi decide quali sono i colori che devono identificare la tua azienda? Qual è il tuo stile? Qual è il messaggio che vuoi lasciare nella testa del tuo cliente?
Queste non sono semplicemente questioni tecniche. Sono scelte di identità.
E non possiamo delegarle completamente a uno strumento.
“Ma io così risparmio!”
Certo.
Puoi risparmiare il costo di un grafico. Puoi risparmiare quello di un social media manager.
Puoi fare tutto da solo.
Ma prova a farti un’altra domanda:
- Quanto ti costa non essere riconoscibile?
- Quanto perde la tua azienda nell’essere confusa con altre dieci?
- Quanto vale perdere quell’elemento che permette a un cliente di riconoscerti immediatamente?
- Quanto vale un potenziale cliente che vede il tuo post, non riconosce il tuo brand e continua semplicemente a scorrere fino al post del tuo competitor?
Perché il punto non è creare una locandina. Il punto è creare una comunicazione che qualcuno ricordi.
Una comunicazione che, anche senza il logo, faccia pensare: Questa è quell’azienda!
Quindi… AI sì o AI no?
AI sì. Assolutamente sì. Ma con criterio.
Perché il problema non è utilizzare l’intelligenza artificiale. Il problema è utilizzarla senza una strategia, senza un’identità e senza sapere dove si vuole arrivare.
L’AI è uno strumento potente. Ma uno strumento, da solo, non costruisce un brand.
La differenza la fanno competenza, strategia e creatività.
Perché creare una locandina è facile.
Creare qualcosa che faccia riconoscere la tua azienda è un altro mestiere.