C’è sempre qualcuno che mi scrive o mi dice con gli occhi spalancati:

“Guarda questo video! Ha 1.000.000.000 di visualizzazioni!”.

E lì, lo ammetto, quando lo leggo mi viene voglia di spararmi.

Perché sì, il video magari ha un miliardo di visualizzazioni, ma la domanda che subito dopo segue è: a te, che te ne viene?

Che lavoro fai? Sei un influencer che vive di sponsorizzazioni?
O hai un’attività, un negozio, un ristorante, un salone di bellezza… insomma, un posto fisico che paga le bollette solo se entra gente e compra?

Perché se sei nel secondo caso, il tuo vero obiettivo non è “avere i mille mila follower”, ma una cosa molto più semplice e concreta: vendere.

Ti sembra poco?

La dura verità dei follower

E poi c’è il paragone classico: “Eh ma lui sulla sua pagina ha 10 milioni di follower e noi solo 2000…”

Ok, facciamo un ragionamento: tu hai un’attività locale, diciamo a Roma.
Se i tuoi 2000 follower sono quasi tutti della tua zona, sono persone che domani potrebbero entrare dalla porta e comprare.

Sono potenziali clienti veri.

Invece quei 10 milioni di follower dell’altro, magari stanno a Milano, a Genova, a Firenze, in Sardegna. Ti fanno numero, ti fanno sentire figo, ma difficilmente diventeranno clienti che passano da te. A meno che tu non abbia un e-commerce mondiale o un’agenzia di viaggi, quei follower restano solo un trofeo virtuale: bello da mostrare, ma inutile per il fatturato.

Quindi la domanda non è “quanti follower hai?”, ma “quanti dei tuoi follower potrebbero davvero diventare clienti?”.

Ecco dove si gioca la partita.

La tentazione del video virale su TikTok

Poi c’è TikTok, il regno del “video scemo che spacca”.

Qualcuno mi dice: “Eh ma se facciamo quei video, li vedono tutti!”.

Vero. Ma la domanda è sempre la stessa: chi sono questi “tutti”?
Sono il tuo target o sono gente che ride, scrolla e passa oltre senza neanche ricordarsi il nome del tuo brand?

Attenzione: non sto dicendo che i video ironici o virali non vadano fatti. Anzi!
Un video leggero a settimana può aiutare: diverte i tuoi follower, strappa un sorriso, e soprattutto tiene buono l’algoritmo.
Ma se la tua strategia social si basa solo sul “fare ridere”, ti stai perdendo il pezzo più importante: mostrare i tuoi prodotti o servizi in modo che diventino irresistibili.

Quello che serve davvero

La vera magia dei social per un’attività locale non è collezionare follower in Burundi, ma fare in modo che chi ti segue desideri il tuo prodotto.

Che lo veda e lo riveda, finché non scatta la lampadina:
“Ok, questo mi serve”, oppure “Lo voglio assolutamente”.

E quando arriverà il momento in cui quella persona avrà bisogno proprio di ciò che vendi tu, indovina chi gli tornerà in mente?

Esatto: tu. Non l’influencer con 10 milioni di follower a caso.

 

Quindi stampalo bene a mente:

I social non sono una gara a chi ce l’ha più lungo… il numero di follower, ovviamente.
Sono uno strumento.
E come ogni strumento, funziona se lo usi con criterio.

Vuoi diventare influencer? Allora sì, puntiamo ai numeri enormi.

Vuoi far crescere il fatturato della tua attività locale? Allora concentriamoci sulle persone giuste, quelle che domani potrebbero davvero bussare alla tua porta.

Perché alla fine dei giochi, ricordati: meglio 2000 follower che comprano, che 2 milioni che ti guardano e poi vanno a cena altrove.